Facciata casa Facciata casa Giardino Pesci Vista terrazza Camera 4 Salotto Buffet colazione Scelta di formaggi Cevio Glycine fiorita

Storia della casa

Casa Ambica è stata costruita da uno dei tanti emigranti ticinesi che tra il 1850 e il 1920 hanno lasciato le valli in cerca di lavoro per poter sfamare la famiglia verso paesi lontani. Alcuni, i più fortunati, durante la permanenza per lo più all’estero,appena racimolato un piccolo gruzzolo lo facevano pervenire alla famiglia così da poterla sostenere ed eventualmente iniziare i lavori di costruzione di una casa. Chi aveva la possibilità e non essendo troppo lontano dal paese natìo faceva ritorno per la vigilia di Natale e generalmente restava fino a febbraio.

Giuseppe Laloli fu uno di questi che nel 1890 all’età di 27 anni , assieme a Carlo Zanoli, un giovanotto ventenne pure di Gordevio e ad Ettore Pozzi di Locarno (allora appena quattordicenne e futuro nonno di Fausto Pozzi) partirono per l’Olanda, nella regione di Utrecht, come spazzacamini.

Impararono in seguito l’intera costruzione dei camini e poi si specializzarono nel lavoro di piastrellista. Al ritorno,  ognuno di loro continuò l’attività indipendente di piastrellista. Il Laloli e lo Zanoli a Gordevio e il Pozzi a Locarno.

La caratteristica di queste case patrizie, oltre al classico tetto in piode, materiale dominante in tutta la Valle, è la loro simmetria delle facciate con la porta d’entrata nel mezzo e personali decorazioni dipinte alle finestre e sotto la gronda a volte anche in rilievo. In alcune case è presente la particolare “gronda romana” in piode. 

Le terrazze-ballatoio corrono su tutta la lunghezza della casa e sono costruite con lastroni di pietra appoggiati su mensole in sasso sagomate. Fanno da cornice le ringhiere lavorate in ferro battuto che richiamano quelle delle scale interne, quasi sempre centrali, dai gradini in granito, e la recinzione del quasi sempre presente giardino. 

I muri portanti, che possono arrivare fino ad uno spessore di 80/100 cm, furono anch’essi costruiti interamente in sasso lavorato manualmente sul posto.

Il pregevole affresco sulla facciata di Casa Ambica (d’autore sconosciuto) raffigura San Giuseppe e Santa Caterina (nome della sposa) fu fatto dipingere in segno di devozione dallo stesso Giuseppe Laloli. La coppia non ebbe figli, la moglie Caterina morì nel 1922 a 57 anni e Giuseppe alla sua morte, nel 1944 lasciò lo stabile in eredità alla chiesa con l’intenzione di essere trasformato in asilo.

In quell’anno fu insediato l’asilo con le scuole elementari e fu condotto dalle Suore della Sacra Famiglia . Nella parte sinistra della casa, nel 1945 vennero ospitati dei rifugiati di guerra polacchi. Dopo la fine della guerra al posto dei polacchi ritornati a casa, venne ad abitarci una famiglia del posto. Lo spazio per l’asilo e le scuole era oramai diventato troppo piccolo, il comune ne costruì uno nuovo e lo stabile nel 1969 fu venduto. Il nuovo proprietario lo trasformò in ristorante con alcune camere per gli ospiti. 

Nel 2005 Silvia Beerli decise di acquistare lo stabile oramai chiuso da due anni e si lanciò nell’avventura di trasformarlo in quello che oggi è Casa Ambica.

Fotografie

La versione del vostro browser e troppo vecchia per una visione ottimale di questo sito web.