Fausto Pozzi scultore
Il lavoro svolto da Pozzi in questi anni di attività prettamente scultorea ha come soggetto ricorrente le donne in tutta la loro bellezza e femminilità.
Sono spesso scolpite in pose molto naturali; distese comodamente su superfici bianche , sedute o accovacciate, o si ammirano davanti ad uno specchio. Più frequentemente portano con se dei bambini che tengono stretti al petto, …
L’artista, ama dotare le sue figure di forme estremamente rotonde, morbide, che conferiscono all’insieme, una tonalità pacifica e suscitano sensazioni armoniose e di calma in colui che le osserva. …
Infine l’artista libera la pietra dalla sua forma restituendole chiarezza e limpidezza, e non solo: egli restituisce con il suo lavoro la proprietà stessa del masso, che è nella sua molteplicità d’osservazione, nel suo presentarsi come superficie guardabile da qualsiasi punto (e non solo come facciate), e la riscopre in tutta la sua forza originaria.
Sabina Mazzi 1998
…… La “Suonatrice di flauto” (1999) e “Melodie d’arpa” (1999) ricollegano l’armonia della figura femminile
a quella della musica che essa produce,
nell’esaltazione della creazione melodiosa che l’artista attua nel complesso articolarsi dei volumi; mentre
“Allo specchio” (1996) e “Riflessi” (1998) riconducono forse al tema della vanitas nel suo rimando al tempo che fugge e alla caducità della vita, ma si fanno soprattutto delicata testimonianza del potenziale generativo di cui la donna si fa portatrice, quel creare nella proiezione di sé l’immagine dell’altro.
Ritorna negli anni l’immagine sempre nuova della “Madre e bambino”, che nella dolcezza dell’abbraccio, a volte dalle forme astratte, rivela la generosità dell’amore che dà vita: dolce forza generatrice, … la stessa della mano che le ha scolpite, del cuore che le ha pensate.
Diana Bettoni (critica d’arte) 2003














